Uno studio pubblicato su O&G Open ha seguito 86 donne con Lichen Sclerosus vulvare sottoposte a lisi delle aderenze. I risultati sono incoraggianti — ma valgono solo a precise condizioni.


Tra le conseguenze del Lichen Sclerosus vulvare, quella di cui si parla meno è anche una delle più pesanti: il cambiamento progressivo dell’anatomia.

L’infiammazione cronica, quando non viene tenuta sotto controllo, lascia cicatrici. Le piccole labbra possono riassorbirsi fino quasi a scomparire, il cappuccio clitorideo può saldarsi al glande (quella che i medici chiamano fimosi clitoridea), l’ingresso vaginale può restringersi (stenosi introitale). Sono modificazioni che interferiscono con gesti quotidiani — urinare, sedersi, indossare certi indumenti — e che toccano da vicino la vita sessuale e affettiva.

Sono anche, per moltissime persone, la parte più difficile da portare in ambulatorio. Se ne parla poco, e quando se ne parla si ha spesso la sensazione che non ci sia niente da fare.

Uno studio pubblicato il 30 luglio 2026 sulla rivista O&G Open, coordinato dalla dottoressa Jill M. Krapf, aggiunge dati su una delle opzioni disponibili in questi casi: la lisi delle aderenze vulvari.

Che cos’è la lisi delle aderenze

Non è un intervento demolitivo e non è una “cura” per il Lichen Sclerosus, che resta una malattia cronica. È una procedura che scioglie le aderenze già formate e ripristina, per quanto possibile, l’anatomia.

Nello studio le tecniche impiegate sono state due, a seconda del problema:

  • per la fimosi clitoridea, un’incisione dorsale del prepuzio con successivo scollamento delle aderenze;
  • per la stenosi introitale, un’incisione verticale o orizzontale delle briglie cicatriziali che restringono l’ingresso vaginale.

In entrambi i casi senza posizionamento di punti di sutura.

Le indicazioni all’intervento sono state: dolore clitorideo, pseudocisti smegmatiche ricorrenti, riduzione della sensibilità clitoridea, dolore alla penetrazione, oppure il disagio psicologico legato alle cicatrici vulvari.

Come è stato condotto lo studio

Si tratta di uno studio di coorte con valutazione prima e dopo l’intervento, condotto in tre centri statunitensi specializzati in patologie vulvari tra dicembre 2013 e gennaio 2025.

Hanno completato la valutazione 86 pazienti, con un’età mediana di 48,2 anni. Tutte avevano una diagnosi di Lichen Sclerosus vulvare confermata da biopsia e — questo è il punto cruciale — la malattia in remissione al momento dell’intervento.

Sono stati usati due questionari validati, compilati prima e dopo l’operazione: il FSFI (Female Sexual Function Index), che misura la funzione sessuale, e il FSDS-R (Female Sexual Distress Scale – Revised), che misura il disagio legato alla sfera sessuale. A questi si è aggiunto un questionario di 20 domande sull’esito percepito.

I risultati

Disagio sessuale (FSDS-R). Il punteggio medio è sceso da 30,2 prima dell’intervento a 16,6 dopo. L’82,4% delle partecipanti (61 su 74) ha riferito un miglioramento, e il 43,2% (32 su 74) è passato da punteggi indicativi di disagio significativo a punteggi sotto la soglia.

Funzione sessuale (FSFI). Il punteggio medio è salito da 15,0 a 22,7. Il 38% delle partecipanti (27 su 71) è uscito dalla fascia che indica disfunzione sessuale.

Dolore. La sottoscala del dolore dell’FSFI è passata da 1,55 a 3,79. Circa il 90% delle partecipanti ha riferito un miglioramento di almeno il 50% del dolore durante i rapporti. Anche i domini eccitazione, lubrificazione e soddisfazione hanno raggiunto una differenza clinicamente rilevante.

Soddisfazione. Tra le 86 persone che hanno risposto al questionario post-operatorio, il 93% si è dichiarato soddisfatto della procedura e il 95,3% la consiglierebbe ad altre persone.

Le condizioni che rendono possibili questi risultati

Questo è il passaggio che ci interessa di più far arrivare, perché è quello che rischia di andare perso nel titolo.

La malattia deve essere in remissione. Tutte le pazienti dello studio erano state portate in remissione con la terapia topica prima di andare in sala operatoria. Non è un dettaglio organizzativo: il Lichen Sclerosus presenta il cosiddetto fenomeno di Koebner, cioè la tendenza a ripresentarsi proprio dove la pelle ha subito un trauma. Operare su una malattia attiva significa rischiare che le cicatrici si riformino.

Serve un centro esperto. Gli autori dello studio lo scrivono chiaramente: i risultati arrivano da strutture con lunga esperienza specifica su questa patologia, e potrebbero non essere automaticamente trasferibili a chirurghi che ne vedono pochi casi.

Il counselling pre-operatorio conta. Gli autori insistono sull’importanza di una valutazione individualizzata e di aspettative realistiche. Non tutte le persone con aderenze sono candidate all’intervento, e non tutte le aderenze causano sintomi: chi ha un’importante fusione clitoridea senza perdita di sensibilità potrebbe non avere alcun beneficio da un’operazione.

I limiti dello studio

Va detto con onestà, perché la divulgazione seria include anche questo:

  • non c’è un gruppo di controllo. È uno studio pre-post: si confronta la stessa persona prima e dopo, non un gruppo operato con uno non operato;
  • i dati sono autoriferiti, quindi soggetti a possibili distorsioni di memoria e di risposta;
  • il declino fisiologico della funzione sessuale legato all’età può aver influito sui risultati, dato l’arco temporale lungo dello studio;
  • una minoranza di pazienti ha avuto complicanze o ha avuto bisogno di un secondo intervento.

Perché lo pubblichiamo

Per due ragioni.

La prima è che questo studio conferma qualcosa che come associazione ripetiamo da anni: la sfera sessuale è un esito clinico legittimo. Non è un extra, non è un lusso, non è un argomento da rimandare a dopo aver risolto il prurito. Va misurata, va chiesta, va discussa in ambulatorio.

La seconda è che esistono opzioni per le cicatrici sintomatiche, e molte persone non sanno che esistono. Non sono la cura del Lichen Sclerosus — la terapia topica di mantenimento resta il pilastro del trattamento e non si sospende dopo l’intervento. Ma per una parte di pazienti, dopo che l’infiammazione è stata controllata, possono cambiare in modo sostanziale la qualità della vita.


Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. Ogni decisione terapeutica va presa insieme allo specialista che ti segue.

Fonte Krapf J.M. et al., Lysis of Vulvar Adhesions and Sexual Function in Vulvar Lichen Sclerosus, O&G Open, pubblicato online il 30 luglio 2026. DOI: 10.1097/og9.0000000000000189